Lo scavo archeo-antropologico

Immagine
Contenuto

Le indagini archeo-antropologiche del “Camposanto” del Lazzaretto Nuovo sono condotte dal 2015 in collaborazione con l’Università dell’Australia Occidentale di Perth (UWA) – Centre for Forensic Science e la concessione di scavo del Ministero della Cultura.
Rappresentano l'undicesima area di scavo archeologico in isola, situata vicino alla sede dell’antica chiesa.

Le ricerche comprendono scavi archeologici per lo studio del sito e analisi antropologiche di laboratorio particolarmente avanzate, confermando la presenza di fosse comuni riferibili alle epidemie di peste che hanno colpito Venezia tra il XVI e il XVII secolo.

“Quella del Lazzaretto Nuovo è un’opportunità unica di scavo e analisi di resti umani – dice la responsabile scientifica Ambika Flavel in un luogo di grandissimo fascino storico e ambientale, che ha avuto diversi usi nei secoli, e infatti la squadra è composta da persone da tutto il mondo.”

L’importanza è stata testimoniata anche dalla visita di Margaret Cox, antropologa forense e osteoarcheologa di fama internazionale, fondatrice della prima laurea magistrale al mondo in Archeologia forense e autrice di pubblicazioni fondamentali per il settore, già docente presso la Cranfield University e chief executive della Inforce Foundation.

Strumenti redazionali e contenuto evoluto

Secondo la matrice divulgativa del progetto non profit “Per la rinascita di un’isola”, nel mese estivo in cui si svolgono le indagini lo scavo è viene aperto straordinariamente al pubblico.

Il progetto è sostenuto dal Comune di Venezia, che nel giugno 2019 ha consegnato a Ca' Farsetti una targa:“Siamo orgogliosi di aver contribuito come Amministrazione a sostenere questo importante progetto – ha commentato la vicesindaco Colle – Così, su impulso del sindaco Luigi Brugnaro, abbiamo voluto garantire e mantenere la realizzazione di interventi non solo volti alla conservazione del complesso monumentale, ma soprattutto alla promozione di attività culturali destinate a potenziare la fruizione pubblica del bene, per poter conoscere o approfondire la storia e le tradizioni del nostro territorio. Grazie quindi a tutti per darci la possibilità di poter ammirare le vostre scoperte”.

Immagine