Novità 2021: digitalizzazione, centro di ricerca e identità visiva

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Il lockdown della primavera 2020 ha posto i musei e i beni culturali e ambientali di fronte a una necessaria riflessione sull’innovazione e sulla propria sostenibilità integrata. Un’evoluzione obbligata sui temi di distanza e prossimità, diversificazione e digitalizzazione, fruizione pubblica e turismo. Il biennio della quarantena globale ha quindi investito le isole della quarantena, riportandole al centro dell'attenzione: un momento epocale accaduto esattamente a venti anni dall’apertura dell'ecomuseo, a dieci anni dalla nascita della sua community online e a cinque anni dalla creazione del più ampio progetto “Lazzaretti Veneziani”. Il 2020 è stato un anno che si è rivelato più lungo di un anno, a cui le associazioni Ekos Club e Archeoclub di Venezia hanno reagito lavorando su nuovi progetti, bandi e partnership (come racconta il cortometraggio Lazzaretti Veneziani 2020).

Ad inizio aprile 2021, dodici mesi dopo il giorno in cui la pandemia rese impossibile aprire come al solito l'ecomuseo, i Lazzaretti Veneziani lanciano il loro nuovo sito e la nuova identità visiva. Una nuova fase e dimensione che raccoglie le tantissime azioni di un progetto lagunare cominciato quattro decenni fa e che ruota attorno alla rinascita dell'isola del Lazzaretto Nuovo. Nel corso del 2021 partiranno anche La Biblioteca delle Isole, il nuovo centro di ricerca e magazine dell'ecomuseo, le prime visite virtuali e molte altre iniziative dedicate al territorio e fertili di collaborazioni.

La nuova e maggiore digitalizzazione è determinante per il prosieguo del progetto: strumento fondamentale per il lifelong learning e per mantenere il rapporto con pubblico, partner e media, sviluppando la divulgazione partecipata anche attraverso quelle reti lunghe che ormai collegano l'ecomuseo a migliaia di persone in tutto il mondo, la cui attenzione non è solo finalizzata alla visita sul posto, ma a un più ampio e fedele rapporto di curiosità e di studio.

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Storia di un’identità visiva. I colori riprendono le sfumature della Laguna in cui siamo immersi durante l’anno. Il logo è ispirato al “Libro di Benedetto Bordone nel qual si ragiona de tutte le isole del mondo” (1528; miniatore, cartografo e geografo di spicco nel rivoluzionario gruppo di stampatori ed editori veneziani con Aldo Manuzio).

Il nuovo sito si arricchirà continuamente di contenuti e occasioni di interazione, e sarà parte del lavoro sulla citizenship participation all'interno del corso di Sociologia Urbana per la laurea magistrale in Architettura per il Restauro e Valorizzazione del Patrimonio del Politecnico di Torino: nei tre mesi primaverili 2021, il progetto dei Lazzaretti Veneziani sarà caso-studio su cui si eserciteranno gli studenti della doppia classe italiana/internazionale. 

Questo importante rafforzamento, in un momento storico così difficile, è frutto della partnership con Fondazione Italia Patria della Bellezza, che ha scelto i Lazzaretti Veneziani come progetto 2020 e che ha sostenuto la realizzazione del nuovo sito, l'avvio delle visite virtuali e le prime declinazioni promozionali della nuova identità visiva. In occasione delle scorse Giornate Europee del Patrimonio dedicate a "Heritage and Education-Learning for Life", Fondazione Italia Patria della Bellezza ha rilanciato la sua mission per la comunicazione strategica dei progetti culturali in Italia. Dopo una lunga fase di ascolto delle diverse voci del territorio, l’attenzione si è puntata sul progetto dei Lazzaretti Veneziani, riconosciuti “parte ancora autentica di Venezia, luogo simbolo di bellezza meno nota al grande pubblico, prezioso ambiente storico e naturale valorizzato da una comunità attiva”.

"Ripartire dalla bellezza vuol dire ricordare che il suo valore va ben oltre il solo senso estetico: è storia, territorio, ricerca, avanguardia e creatività progettuale, scienza e cultura - ha sottolineato Maurizio di Robilant, fondatore e presidente di Italia Patria della Bellezza -. Per questo, insieme alla nuova direttrice Alessia del Corona Borgia abbiamo deciso di sostenere il progetto delle associazioni Ekos Club e Archeoclub di Venezia per i Lazzaretti Veneziani.”

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I volontari Ekos Club e Archeoclub di Venezia con Maurizio di Robilant e il team di Fondazione Italia Patria della Bellezza